Annunci
Scrivere un annuncio immobiliare che si capisce
Pubblicato il nella sezione Cercare casa
Un annuncio ben scritto non serve ad attirare più persone: serve ad attirare le persone giuste, cioè quelle che dopo la visita sono ancora interessate.
L'obiettivo
Meno contatti, contatti migliori
Chi scrive un annuncio pensa di dover massimizzare il numero di chiamate. In realtà ogni visita inutile costa tempo a entrambe le parti: a chi vende, che apre la porta, e a chi cerca, che attraversa la città. Un annuncio preciso riduce le chiamate e alza la percentuale di visite che portano a qualcosa.
Il criterio per capire se un annuncio funziona è semplice: se durante la visita le persone scoprono un fatto importante che non era scritto, il testo va corretto. Vale per la superficie reale, per il piano, per l'assenza di ascensore, per i lavori condominiali deliberati.
La struttura
Le prime tre righe decidono
Le liste mostrano un titolo e poche righe. Quelle righe devono contenere le informazioni che permettono a un lettore di escludersi da solo: zona, tipologia, superficie, piano, stato generale. Tutto quello che serve a far dire subito sono io oppure non fa per me.
Il resto del testo può poi raccontare l'esposizione, la disposizione delle stanze, gli interventi fatti e le loro date. La descrizione lunga si legge solo dopo che le prime righe hanno superato il primo filtro, e questo è il motivo per cui vanno scritte per ultime e rilette a voce alta.
I dati
Che cosa mettere sempre
| Informazione | Perché pesa |
|---|---|
| Piano e presenza di ascensore | Criterio di esclusione immediato per molte persone |
| Superficie e come è calcolata | Rende confrontabile l'immobile con gli altri |
| Esposizione | Determina luce e temperatura, non si cambia |
| Spese condominiali | Entra nel bilancio mensile di chi compra |
| Data degli ultimi interventi | Sostituisce aggettivi come ottimo o recente |
| Lavori condominiali deliberati | Se emergono dopo, la trattativa si ferma |
Nessuna di queste righe scoraggia un acquirente serio. Scoraggia le visite che sarebbero finite male comunque, e questo è esattamente il risultato che serve.
Le fotografie
Mostrare tutto, anche il resto
Fotografate tutte le stanze, compresi bagno, cucina e ripostiglio, e almeno una immagine dell'esterno. Una serie completa e ordinata comunica trasparenza meglio di qualunque aggettivo. Scattate con la luce naturale, alla stessa ora in cui la casa è più sé stessa, e non correggete la prospettiva.
Una casa vuota si fotografa meglio di una casa piena. Se non è possibile svuotarla, riordinate almeno i piani orizzontali: la differenza percepita è enorme. Su come queste immagini vengono lette dall'altra parte abbiamo scritto nella pagina su come si legge una lista di annunci.
Il prezzo
Indicarlo o no
Un annuncio senza prezzo riceve più contatti e produce meno visite utili, perché una parte di chi chiama scopre solo al telefono che l'immobile è fuori dalla propria portata. Indicare una cifra è più rispettoso del tempo di tutti e rende la trattativa più ordinata.
Chi vende in proprio dovrebbe anche prepararsi alle domande che seguiranno: da quanto tempo, perché, che cosa resta in casa. La pagina su comprare e vendere fra privati raccoglie l'elenco delle verifiche che l'altra parte farà comunque, ed è più comodo arrivarci con le risposte pronte.
Il titolo
Quaranta caratteri che devono lavorare
Il titolo compare nelle liste insieme a una fotografia e a poco altro. Deve contenere la tipologia, la zona e l'elemento che distingue davvero quell'immobile: un terrazzo, un ultimo piano, una doppia esposizione, un cortile. Gli aggettivi generici occupano spazio e non aiutano nessuno a decidere.
Un errore ricorrente è usare il titolo per esprimere entusiasmo. Chi legge una lista sta escludendo, non ammirando: gli servono elementi, non superlativi. Un titolo che dice esattamente che cosa è quell'immobile fa più lavoro di tre righe di descrizione.
La revisione
Rileggere dopo una settimana
Un annuncio pubblicato non è finito. Dopo una settimana rileggetelo mettendovi nei panni di chi cerca: che cosa vi mancherebbe per decidere se andare a vedere. Poi guardate le domande che vi hanno fatto al telefono, perché ognuna di esse indica una informazione assente dal testo.
Se dopo diverse settimane le chiamate sono poche e le visite ancora meno, il problema raramente è la casa. Le cause ricorrenti sono elencate nella nota su perché una casa resta invenduta, e nella maggior parte dei casi si correggono riscrivendo la scheda.
Da leggere subito dopo
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Un annuncio scritto bene è il primo passo per trattare fra privati senza perdere tempo.
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Chi preferisce affidarsi a un professionista comincia da leggere un elenco di agenzie.
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Un testo completo fa comparire l'immobile anche nelle liste create con i filtri di ricerca.